Trilussa

Ninna nanna, nanna ninna, er pupetto vò la zinna: dormi, dormi, cocco bello, sennò chiamo Farfarello Farfarello e Gujermone che se mette a pecorone, Gujermone e Ceccopeppe che se regge co le zeppe, co le zeppe d'un impero mezzo giallo e mezzo nero. Ninna nanna, pija sonno ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai che succedeno ner monno fra le spade e li fucili de li popoli civili Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna; che se scanna e che s'ammazza a vantaggio de la razza o a vantaggio d'una fede per un Dio che nun se vede, ma che serve da riparo ar Sovrano macellaro. Chè quer covo d'assassini che c'insanguina la terra sa benone che la guerra è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe li ladri de le Borse. Fa la ninna, cocco bello, finchè dura sto macello: fa la ninna, chè domani rivedremo li sovrani che se scambieno la stima boni amichi come prima. So cuggini e fra parenti nun se fanno comprimenti: torneranno più cordiali li rapporti personali. E riuniti fra de loro senza l'ombra d'un rimorso, ce faranno un ber discorso su la Pace e sul Lavoro pe quer popolo cojone risparmiato dar cannone! Trilussa

2.9.16

SANTA ROSA - VITERBO


Viterbo 2 settembre 2016


 La casa in cui visse Santa Rosa, da povera dimora, è oggi parte del Monastero delle Alcantarine di Santa Rosa. Prima di arrivare al Monastero dedicato alla santa, percorrendo via Casa di Santa Rosa,  c'e una targa che avverte laconicamente dove "Nacque e visse la vergine Santa Rosa". Nata da una famiglia semplice e popolana, dei suoi genitori si conoscono i nomi: Giovani e Caterina. Le fonti antiche parlano della loro bontà e sono detti "Catholici et christianissimi".  La mancanza di un nome patronimico, che allora possedevano solo le famiglie gentilizie, è a dimostrazione dell’origine umile della famiglia. Il padre faceva il contadino, come conferma l'esistenza di un modestissimo granaio nella sua abitazione. Sembra sia stato affittuario di un campo delle stesse monache, con le quali la loro casa confinava.  Dopo la morte dei genitori della santa, la casa per più di tre secoli appartenne a vari proprietari: passò alle monache solo nell'aprile 1661, come testimoniato dall'atto notarile e catastale conservato ancora nell’archivio del monastero. La tradizione ricorda una serie di miracoli avvenuti nell’abitazione, tra i quali quello di Laura Biella, miracolata dalla santa, l’ultima a dimorare all’interno dell’edificio.


























A Viterbo intanto fervono i preparativi per il trasporto della Santa




















23.8.16

IL PRINCIPIO DELLA FINE






30 luglio 2007
VILLA AURELIA - GIANICOLO

Una serata indimenticabile, è proprio il caso di definirla cosi questa che doveva essere il passaggio di consegne dal vecchio al nuovo gruppo, tanti sorrisi, tante promesse, nuove prospettive di futuro.
Ecco, a distanza di 9 anni, ma forse anche meno vista la situazione che si andava pian piano deteriorando già da qualche anno, siamo arrivati, dico siamo perchè in fondo dopo oltre trentanni di questa società, mi sento ancora un membro (molto piccolo) di questo gruppo, al punto di rottura e come sempre succede a pagare sono i più piccoli, cioè quei dipendenti che hanno dato tanto a questa società ricevendo in cambio solo un misero stipendio, mentre dirigenti, amministratori ecc. che hanno contribuito solo a far affondare questa barca (per colpa di un inesperto quanto fanatico) sono ancora li a succhiare l'ultima goccia di sangue che fuoriesce ancora per poco.



































Mancano molte foto, ma il concetto spero si capisca ugualmente.
Siamo giunti ad agosto del 2016 e molte persone purtroppo non fanno più parte di questa società, io personalmente posso solo ringraziare il buon padre e fondatore di questo gruppo, che purtroppo è venuto a mancare qualche mese fa     SANDRO PARNASI

c.m.